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I reperti rinvenuti durante le campagne di scavo condotte a partire dagli Anni Cinquanta rappresentano testimonianze delle fasi di vita del santuario e di utilizzo del sito.
Tra i materiali sono numerosi i contenitori di ceramica, integri o frammentati. Altre tipologie di reperti raccontano aspetti della vita che si conduceva nel santuario e delle attività ad essa legate. Strumenti per la filatura e la tessitura e frammenti di statuette femminili in pietra e ceramica narrano aspetti e rituali legati ai culti. Armi e strumenti in pietra, osso e rame testimoniano pratiche legate alle attività quotidiane e alla vita religiosa.
Alcuni tra i reperti più significativi sono esposti al Museo Nazionale “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari, dove una parte della sezione preistorica è dedicata al Santuario.
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Cosa stai osservando
Qui di fronte a te vedi la copia di una stele antropomorfa in trachite, il cui originale in granito è conservato al Museo Nazionale “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari. Sulle due facce è scolpita a rilievo una figura femminile schematizzata: una grande testa rotonda poggia direttamente sul tronco, due protuberanze sul petto sono interpretate come seni e una lunga fascia centrale come cintura, mentre altre appendici sono lette come braccia.
Questa stele, ritrovata riversa nel punto in cui oggi la vedi, è datata alla stessa fase del secondo altare. Durante gli scavi sono stati rinvenuti anche i frammenti di un’altra stele, con decorazioni incise a spirale e linee rette che richiamano gli occhi e il naso di una figura femminile, provenienti dal materiale di riempimento utilizzato per la costruzione del secondo altare.





