
Sebbene il profilo di Monte d’Accoddi fosse noto alla popolazione locale, la vera storia archeologica del sito inizia negli anni Cinquanta del Novecento. Tra il 1952 e il 1958 l’archeologo Ercole Contu diresse i primi scavi sistematici, riportando alla luce la struttura tronco-piramidale con rampa, il menhir, le tavole per le offerte e parte del villaggio circostante.
Queste ricerche inserirono Monte d’Accoddi in un più ampio programma regionale di scavo, che interessò anche Su Nuraxi di Barumini e l’area di Nora, con un duplice obiettivo: recuperare il patrimonio archeologico e creare nuove opportunità di lavoro nella Sardegna del dopoguerra.
Oggi il santuario è considerato un laboratorio a cielo aperto per studiosi e visitatori, un luogo dove le domande sul passato sono ancora aperte e ogni stagione di scavo aggiunge un tassello alla comprensione delle culture prenuragiche.





